24 luglio 2007

A chi non ha più fiato per (ri)vivere

25 anni di matrimonio.
Tanti quanti i miei anni. Una vita.
Tradimenti, mai ammessi.
Il perdono, ma lei non cambia. E continua.
Con i polmoni pieni di fiato.
Gli amici lo avvertono.
Sms, incontri, la segue.
Una figlia. Alice. Quattro anni divisi, senza più una notte
per raccontarsi.
Il blocco.
Il corpo si ribella. Si irrigidisce per lasciare
spazio alla mente. Ai fatti.
Sei un'egoista! Chi ci pensa alla nostra bambina!

Povera Alice.
Dolce la mia mamma, premurosa. Come sempre.
Mi prepara la pasta. Il mio piatto preferito.
Come vorrei ci fosse lei però.
Perchè dice che sono egoista?!
Sono io bloccato qui, a letto.
E lei chissà con chi se la sta spassando.
Troia. Puttana.
Alice sarà come te. Vedrai...
Mamma, un pò d'acqua? Grazie mamma, come sei buona.

Risveglio. Vado via.
Dove vai?
Via!

Passa il dolore.
Passa il blocco.
Libero.
Libero di farla pagare.
La Mia vendetta.
Donne, tutte puttane.
Vino.
I dolori riaffiorano.
Ancora vino.
Donne.
Vino.
Vino.
Vino.
Donne.
Senza fine.
Dongiovanni senza equilibrio.

Vuoto.
Niente.
Mani vuote.
Occhi vuoti.
Più nulla.
Chi sono, io?
Cosa volete da me?
Lasciatemi stare!

Perso.
Dove sono?
Cosa faccio?
Vino.
Donne.
Vino.
Donne.
Vino.
Vino.
Dongiovanni senza anima.
Senza mani.
Senza occhi.
Che ore sono?
Non rompere!
Vino.
Vino.
Vino.
Donne.

Fondo.
In alto una lucciola di luce.
Che cosa ho fatto?
Cosa sono diventato?
Aria.
Aria.
Luce.
Aria.

Risalita.
Vino.
Donne.
Aria.
Luce.
Aria.
Donne.
E tu, chi sei?
Ti ho già vista, ne sono certo. Ma ero bresco e ti ho chiesto il nome.
Eppure, lo so.
Mi parli, ma non ti vedo.
Vino.
Aria.
Luce.
Ho voglia di vivere.
Aria.
Luce.
Vita.

A te.

07 luglio 2007

What would Kerouac do?


To Edward Dahlberg
Jack Kerouac (EEUU, 1922-1969)

Don´t use the telephone.
People are never ready to answer it.
Use poetry.





Hymn
Jack Kerouac (EEUU, 1922-1969)

And when you showed me Brooklyn Bridge
in the morning,
Ah God,
And the people slipping on ice in the street,
Twice,
twice,
two different people
came over, goin to work,
so earnest and tryful,
clutching their pitiful
morning Daily News
slip on the ice & fall
both inside 5 minutes
and I cried I cried
That´s when you taught me tears, Ah
God in the morning,
Ah hee And me leaning on the lamppost wiping
eyes,
eyes,
nobody´s know I´d cried
or woulda cared anyway
but O I saw my father
and my grandfather´s mother
and the long lines of chaits
and tear-sitters and dead
Ah me, I knew God You
Had better plans that that
So whatever plan you have for me
Splitter of majesty
Make in short
Brief Make it snappy
Bring me home to the Eternal Mother
Today At your service anyway,
(and until)

04 luglio 2007

La battaglia




Da piccola, sfidavo il mare in burrasca per dimostrare che io ero più forte.
Ho sfidato le giornate afose, in cui il mio corpo soffre e si perde tra i riverberi dell'afa che sale dalla terra.
Ho sfidato la pioggia e il vento, che mi graffiavano il corpo e cercavano di dividere pensieri e mente.
Ho sfidato il destino, non lasciandomi trascinare dagli eventi, driblando tra occasioni e fortune.
Ho perso, la mia vita è stata stravolta e una parte strappata dal corpo, perdendosi nel buio dei ricordi. A volte riafforano e fanno male.
Oggi porto dentro di me burrasca, pioggia e vento. Porto dentro di me i raggi che bruciano del sole. Posso irradiare freschezza e serenità. Guardatemi negli occhi e ci troverete la malinconia dei giorni felici.
Toglietemi la battaglia e troverete un fantoccio vuoto.