Inizio del discorsco - parte 1
Ho promesso a Martin che avrei scritto di tre cose sul blog. Per ora le segno e quando avrò il tempo cercherò di scrivere in merito:
1 – le emozioni: da dove hanno origine e come si possono esprimere
2 – la contemporaneità e la simultaneità, ovvero quanto sia strano scrivere e pensare allo stesso tempo con 5 ore di differenza
3 – i miei sogni (vedi l’isola nella foto, una casa giallo/rossa e i fiori sempre freschi all’ingresso e un bar…)
Premetto che la prossima settimana non ci sarò sul blog perché sarò fuori sede e il pc lo vedrò giovedì sera, ma ciò non togli che Martin potrà scrivere… vero?
In Italia il freddo comincia a farsi sentire, soprattutto alla mattina e alla sera. Certo, è la sua stagione, ma rinuncerei volentieri a le basse temperature – che per me significa sotto i 22 gradi. Sono una specie di lucertola che ama stare al sole a scaldarsi le ossa e gironzolare per la natura, senza farsi notare. Sento la necessità di staccare e di purificarmi dalla tecnologia, dal grigio della città e dall’ambiente di lavoro. Dopo più di quattro mesi filati che lavoro (con davvero poche pause e i week-end sono relativamente di riposo) ho bisogno di andare in un posto isolato, dove è il verde, il legno e l’acqua a dominare. Dove posso ricaricarmi. Ormai nemmeno le mie solite passeggiate al parco mi rigenerano.
Strano ma sarò anche condizionata dal mio nome – quello vero che significa “colei che abita i boschi”. A proposito dei miei sogni. Se dovessi continuare questa attività (lavorativa) vorrei un giorno poter acquistare una casa in montagna, quelle costruite tutte in legno e con i balconi pieni di gerani colorati. Adoro la montagna, l’aria leggera e frizzante che c’è tutto l’anno. Adoro far delle passeggiate e per me è il massimo magiare il panino con il formaggio dopo aver scalato una vetta….
Ma se dovessi cambiare totalmente vita (cosa a cui sto pensando da tempo) me ne andrei in un posto caldo, di mare, ad abitare in una casa dai colori vivaci e arredata con mobili in legno verniciati. Poi mi aprirei una attività mia o andrei a lavorare in un locale pubblico. La foto dell’isola che vedete qui sotto è una proposta di Martin. Un luogo magnifico. E la cosa più romantica sono i fiori freschi tutti i giorni davanti all’ingresso o sopra al tavolo.
Chissà… sognare non fa mai male. Sperare nemmeno.
E spero sempre che riuscirò nei miei intenti, senza deludere o far soffrire nessuno.
Il fallimento è sempre difficile da accettare. Sia in campo lavorativo che affettivo. Quanta paura nel deludere le aspettative dei genitori, degli amici, del proprio amore. A volte ci vengono imposti degli obiettivi che noi non ci prefiggiamo, come sposarsi, avere dei figli, trovare una sistemazione nel lavoro o una casa. Perché ci vengono chiesti. Perché tutti lo fanno?! Perché così è la vita?! E chi l’ha deciso? Pensiamo, per estremizzare la cosa, al fatto che mangiamo tre volte al giorno. E’ un’abitudine che risale ai romani, ma il nostro corpo non necessariamente deve seguire questo tipo di divisione del nutrimento. Ma avete mai provato a mangiare fuori pasto??? E sentirvi dire “Ecco, te l’avevo detto di non mangiare prima che poi adesso non hai fame!!!”. Ma scusate se mangio è perché ho fame adesso, non dopo.
E avete provato a dire “Vado a vivere da sola, senza uomini intorno e magari, in un futuro, vorrei avere un figlio, ma non per forza un marito”. Fuoco e fulmini!
Perché dovrei fare quello che tutti fanno?
Perché dovrei costruirmi un tipo di vita che non sento mia. E che mi mette a volte una gran tristezza. A forza di vedere il mio collega che monta matrimoni e le facce degli invitati ho deciso che eviterò di sottoporre gli altri a questo evento. Cioè, se mi sposerò, lo farò all’aria aperta, io e lui, con i testimoni e i parenti strettissimi. Buffet e poi via in luna di miele.
Per prima cosa devo trovare chi sposare e chi vorrà sposarmi. Che non è facile come sembra. Soprattutto oggi dove gli uomini (UOMINI!!) scarseggiano. Scarseggia soprattutto chi riesce a condividere o a capire il mio punto di vista sulla vita – non parlo di te Martin, che mi capisci molto bene. E non perché io sia particolarmente difficile da capire, credo. E’ solo che la gente, in generale, non pensa più a quello che la circonda. Prende le cose così come sono. Senza chiedersi se sia giusto, il perché, il come e… E cosa ne viene fuori. Una quantità indescrivibile di ignoranti…Tanto più tra i giovani delle generazione dopo l’80. Disinteresse. Mancanza di dialogo e di confronto. Forse è questo uno dei grandi mali della nostra società. Forse la tv ci ha abituati a ricevere informazioni e a non poter rispondere o contestare. E la mancanza di tempo ha fatto il resto.
Buona vita a tutti. Auguro il massimo della felicità. A chi mi legge e a chi no.
A presto.


1 Comments:
Así, Argentínamente lei el inicio del discurso... no entendí mucho... pero me lo imaginé.
POR DIOS! SUENA RE INTERESANTE (quizás por el idiona(?)) NECESITO UNA TRADUCCIÓN AL CASTELLANO PARA SER FELIZ!!!!
APIÁDENSE DE LOS IGNORANTES QUE NO HABLAN EL ITALIANO!!
P.D: Me está gustando el idioma, quizás el año que viene comience un cursito....
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